I SIMILLIMI
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Di stare in quelle case, onde ti parti;
Ma vuole i accompagnarti
Col vulgo infido, e meretrici a canto;
Gli amici stanvi alquanto* Con l’occhio sempre a la speranza intento,Poi si dileguan, come nebbia al vento.
Fugge con la speranza ancor l’amico,Amico de’ tuoi beni,
Ma non di quello, a cui mostrava amore.
Se tu volgi ad alcun gli occhi sereni,
Di vii, basso, e mendico,
Prestamente divien alto signore.
Dammi del tuo favoreTanto, ch’ai nido mio mi riconduca;
Poi non abbandonare il nostro duca,
Da che gli hai fatto aver sì care spoglie;Mandalo in nave, e più non vada a torno,Perchè un sì lieto giornoPoria talvolta divenirgli amaro;
E l’uomo dee ben guardar ciò, che gli è caro.
ALESA moglie di SIMILLIMO rubato,SCOVOLETTO, SIMILLIMO rubato, EltICIN.'.
al. Meschina me! debbio restar mendica?
Che questo traditor di mio maritoSempre mi ruba, e porta a le puttane.
Forse vestita m’ ha de i suoi denari?
C'h’ io gli ho portata così bella doteQuant’ altra cittadina di Palermo ;
Nè mai comprato m’ ha pur una benda ,
Anzi mi ruba ciò, clic portai meco
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