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(L) Segn. Mann. Magg. 12. _4. Sonoforse maggiori di quegl’ innocenti mede»simi, che furono detti i Magni.
j. Per Magnifico , Liberale , Di grand*(inimo Lat. magni ficus . Gr. Qt*
mU . Petr. cap 5. l’asso qui cose glo-riose , e magne , Ch’io vidi, e dir nonoso . Cren Mordi. La festa vi fu gran*de , e magna, quanto è possibile a po=ter fare. Belline. soli. 92. Ch’era in pa*role una persona magna . Tur. Dav.ann .2. 39. Or Hreli’è magna, ciascuno ma*gnilìcarsi . Maini 2. 5. Che un uotn,com’era quei , sì giusto , e magno Face»va novità sì stravagante.
(I.) Ouitt lett 13. 65. Carissimi, delmondo miragli siete voi tutti wei mondomagni [ Vedi la nota 193. ivi ) . Vit.SS. Pad. 3 67. cioè, Vit S. Mar.Madd.67. La cena fue grande, e magna, emolto bene apparecchiata .
MAGO. Susl Che esercita l’arte masgira. Lat. magus, veue.ficus , prcestìgia =tor . Gr fj.diy.s } •jójf, dir osi Wv. Pass.337 Non andrete a’ magi malefici , enon cer( herele di sapere niente dagli ario=li . Bocc lett. Piu. lloss. 285. Molli fu»tomo, che luidL&nno cs«er mago . Dant.Par. 30. Là dove Simon mago è per suomerto. Fìr. A'~" 16. Or che diavol sa-» 5 ibe eila mai, se non un’ostessa? unamaga valentissima , disse egli allora.Maini. 1. 20. Vaitene dunque, e in abi*to di mago D«»pu il formar gran circoli,e figure Coni hindi , e dille ec.
&ÌAGO. Add. Magico. Lai. magìe.us .Grec. f/.ayiKis. Petr. son. 80 Ma forzaassai maggior , che d'arti magiche .Buon.Pier. 1. 2.2. Perchè de’mali, e dellamorte spesso Ha colpa questa maga oc*casione [ qui figuratavi. ]
MAGOGO. Pataff. 8 Dimmi, mago»go , che cosa è la putta ?
Nel Testo del Principe Ghigi si leggepatta -, e così anche nel Vocabol. nellavoce Fatta; e il Cementatore $'immagi*na , che inagogo vaglia lo stesso, cheUomo strano , stolido , goffo .
MAGOLATO. Quello spazio di cani*po , nel quale i contadini fanno le por*che il doppio più dell ’ ordinario accostoP una all’ altra . Fìr. nov 4. 224. Fra 1*altre virtù, ch’aveva, come era saperben rappigliare un magniate) ec. eli'erala più bella ballerina, che fusse in queicontorni.
MAGONA . Ferriera, Luogo , dove silavora, o si serba il ferro . Lue. Mart.rim. buri. 2. 225. Ecci lo studio , soncile magone, Che c’empiono il contado ,e tutta Pisa Parte di bestie, e parte dipersone .
$. Per simiiit. si dice di Luogo , do »ve sia quantità , e abbondanza di checschessia » e dell * Abbondanza medisi»via .
MAGRAMENTE . Awerb. Con manie-ra magra. Lafc. ex ìliter . Grec. iryjas.Par. lett. 1. 10. fi nostro carnovale ,dallo star sano in fuori, passa assai ma*grani e nte..
MAGRANA. V , A. Dolore. , che af»figge la metà del capo . Lai. hemicra*nìa . Gr. ìfy.ix geuva , rf/utKg'x.vut . V Flos.44. Pass. 347. Altri dicono, che sannoincantare il mal degli occhi, e ’1 duolode’ denti, la magrana, le sellici, e Tduolo de! corpo . Burch. 1 50. Ma se tinuoce il ma! della magrana , Fa stillareuna predica Tedesca .
MAGRETTO* Bini di Magro. Latin.mactllus . Gr. msttgc. Frane. Sacch.nov .207. Perchè il manto era magretto, edi poco spirito . L ir. Beno. Celi. 458,Fitto U sua ossatura di ferro ; dipoi fat=
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tata di terra, come dì uotomi’a , e ma»gratta un mezzo dito ec. Galat 52. Unacotal magretta, che andava alla messain S. Lorenzo.
MAGREZZA . Astratto di Magro .Lai. mttciPs . Gr. ; . Filoc. 1. 61.
Le cui ossa per magrezza, qua-n quanteerano, apertamente mostrava . Dant.Purg 23 Per la cagione ancor non marinfesta Di lor magrezza , e di lor tristasquama . E 24. E fier magrezza, e pervoler leggiera . Virg. Eneid. Il secondodie subitamente uscio delle selve unanuova forma d’uomo non conosciuta danoi con ultima magrezza . Seti. Pist Dilà viene la pallidezza, e ; 1 triemito de‘nerbi, che sono molli di troppo bere,e la magrezza delia indigestione più ma-stica , "che quella , che vieti per fa-me .
L Per metaf Paìlad. cap. Nè. arenaismerta, nè ghiaia digiuna, nè magrez*za di terra piena di pietra gialla . Mor.S. Greg. 12 22. Che cosa diremo noi
che sia la povertade, se non una ma*grezza di cose temporali?
MAGRICCIUOLO . Magretto . Latin. -macellus Gr. ì\?7ttc? . AÌleg. 291, D’unfra’piccioli grande, e eh’è piccino Fragli uomini ordinar;, un magricciuolo ,Che par negli atti appunto un babbui»no .
MAGR1NO. Dim. ài Magro ; Min =gherlino . Latin, gracilìor Gr. ì-t^vct**. il Vocabol. nella voce MINGHER*LINO .
MAGRISSIMO . Superi, di Magro .Lat rnacerrimus . Gr. corame . Filoc.3. 219. La vecchia abitatrice di cotalluo*go era magrissima , e vizza . Frane.Sacch. Op. din. 49. Essendo fra le ferali*che del detto leone venuto affamato, emagrissimo . E nov. 101. Diventò di fre=sco, e colorito quasi magrissimo , epallido .
MAGRO , e MAGHERÒ . Add. Con »trario di Grasso . Latin, macer . Grec-i%v*e . Dant. Purg. 25. Come si può farmagro Là dove I’ uopo di nutrir nontocca? Bocc. nov. 20. 5. Siccome colui ,che era magro, e secco, e di poco spi=rito . Filoc. 3. 219. V’era in un de’canti un poco di cenere , neha quale riluce?vano due tizzoni già mezzi spenti, de'quali la maggior parte una gattuccia ma-gra covando , quella occupava . Nov.ant■ 76. 3. Messer Rimeri era grandedella persona, ed avea le gambe lunghe,ed era sur un magro ronzino .
§. I. Per metaf. si dice della Terra ,Sabbione, ed altro . Lat. aridus, steri =lis , macer, exilis . Gr. sc^cv'c,
àniL£?r:s , aéjttg f , Tes Br 3. 5. La ter*za [ spezie rf* acqua } dei tu conosce-re, che non sia bianca , umida d’eiba,e che non sia di magro sabbione . E op*presso'. S’ella vi manca ( l'acqua ) sì èia terra magra, e se non ve ne rimane ,e non ve ne manca , quella terra.tieneinira grassa, e magra. t Ovld. Pisi. Sic»come il lieve vento discrolla le magrespighe . Alleg 90 E che pensate voi ,salvando i buoni, Che chiunque legge ,e non rid< J , s’azzuffi Delle maghere vo-stra invenzioni? E 9 1 AH’incontro all’odor de’tinelli corrono-i poetanti ma*gheri. E 15S A spizzico , e di rado inun magherò tinello alidamente spruzzo^*lano audosso a’ poveri poeti de’ nostritempi.
$ li. Per Poco, e Piccolo. Lat. exUlis , modicus, tennis . Gr. Jisttgc,
patii Jiocc. nov. 27. 7. I? forse perla cena, ch’era stata magra ec. rum s’era ancer potuto I’edaldo addormentare .
MAI
M. V. 3. 76. Ne) contado, e distrettodi Firenze, e d’ Arezzo , e nelle piùcontrade fu assai ubertosa rieelta ; ioquello di Siena, e di Ravenna fu magra.Beru. Ori. 3. 7. 40. E certe magre pen*sioni aveva , Onde mai un quattri?» nonriscuoteva .
M\f. Awerb - In al. un tempo . Latin.itnqua/n . Gr. ir'<rt , Bocc. nov. 26. 7. Egiurógli di mai non dirlo E nov. 23. Iointendo , che da quitici innanzi sien piùche mai. Dant Purg. 23. Qnai Barbarefur mai, quai Saracine ? E Par. 3. Chenoti gustala non s’ intende mai. Petr-son. 201. Quanto mai piovve da benignastella. E son. 201. Non sperar di veder»mi in terra mai.
(*) Stiano uso . Cecch. Dot. 3. 3. Fa*ceva un romor, che mai il maggiore.Dove o *7 Mai solo nega , ewero è bella-trasposizione con tlissi , come diresse JFaceva un romore, il maggior die maisi facesse .
§. I. Si usa ben sovente unito ai Sem*pre, e gli dà maggior forza . Bocc. nov.
72. 10. Se voi mi prestate cinque lire ec.io sempre mai poscia farò ciò, che voivorrete . Petr. son. 125. Per far sempremai verdi i miei desiri .
$. li. In vece di Sempre . Latiti, senteper . Gr. ùu . Fr. Giord. Pred. S. Cosiè oggi bello il cielo, come fumai. Bocc .noe. 60. 20. Egli primieramente mi mo*slrò il dito ec così intero, e saldo co*me fu mai f qui è detto per equivoco, Cvuoi, che s’ intenda per negazione »senza aggiunta di negativa , parlati»do di cosa , che non era stata, e nonera ).
§ III. Talora nega senza la negazio *ne . Lat. nunquam . Gr. /xichWr*. Bocc .noo. 17. 14. Alle sue femmine ec. co-mandò , che ad alcuna persona mai ma-nifestassero chi fossero. E nov. 55. Tipriego, che mai ad alcuna persona dichid’avermi veduta. E nov. 54. 2. Che maiad animo riposato per lo dicitor si sa*rebber «apule trovare. M. V. S. 39. IPerugini per loro alterigia mai si vollo*no dichinare ad alcuno accordo .
(V) Di Mai , che nega senza il NON, #altro esempio. Vit. S. Dorot. 130. Ma*in tutto il tempo della vita mia ebbi tali*ta letizia , quanta 1’ ho oggi .
(V) Non mai , per Giammai . con en *fasi. Vit. S. M. Madd. 101. Potrò iomai fare vendetta di me non mai tanta*eh’ io sia eontent a ?
(V) Dopo il MAT la particella CHEha forza di FINCHÉ . Boccacc. in Bion *dello . Non riposò mai, eh’ egli ebbe ri*trovato Biondello. Pecor. g. 9. n. 2. Ioti comando ec., che tu non torni mai * chetu sappia dove ella è .
(V) Mai, per Altrimenti . Nov. ant .
73. Or cui chiami lu Iddio ? El!i non £mai che. uno [ questo è il Ma’ che , perSe non die ) .
(V) Mai più , in senso futuro . Latin.nunquam postime. Vit. SS. Pad 2. 75»E promise di mai in ciò più no» pec*care.
(V) E in senso preterito . Lat. nu/t *guani antehac . Vit.S'i. Pad. 2. 2SL Dueanni se’staU con meco, e mai non tividi più sospirare ec.
(V) Mai più rhe allora . Non mai senon allora . Vit S- Frane. 237 E giu*rò , che mai non ci erano stale pitie cheallora [ quelle stimate dipinte ] .
$ IV. Pure si ‘•ggiugue a tal parti*cella la negativa in m. /itera , che se lavoce. Mai le prw.de, nea ssario è, chef una , e l'altra preceda anche ai ver .•?bo. Bocc. nov . 17. 61. Ma e,ssa tenera