*3* use
J> xxxrv. Uscire il ruzzo , vaieNon aver più voglia di ruzzare ; efiguratane. Perder la voglia , Lasciare ilgusto, che anche diciamo Uscire il ruzzodel capo , o della testa , v simili . Lat.seria cogitare , ad seria divertere. Or.9-tjLwrcti'lcd‘a.i . Tac. Dav. stor. 262, Nèin quei gran pensieri gii usci del capail ruzzo degli amori. Lasc. rim. Frame stabilito Ho di far vita civile , emodesta, Che m’è uscito il ruzzo dei*la lesta . Car. kit. 2 233. Per contodelle donne ornai vi doverla essere u*scito il ruzzo del capo . Cecch. Mogi .4. 2. Che forse forse e’ le uscirebbe iìruzzo Degli orecchi, e la rabbia deigridare .
5. XXXV. Uscir l’ira, vale Pacifi,carsi. Latin, cessare ab ira . Grec.yinc&ai c4to' . Bocc . noto. 47. 12.Al quale, per avere a morte condottoPietro, non era l'ira uscita.
§. XXXVI. Uscir odore, vaie Olire .Latin, odorerà spirare, olere. Grec.
, dTtófyn . Dant. Purg. 23. Di be*re, e di mangiar n’accende cura L’ o<dor, ch'esce del pomo, e dello spraz*z.o . Vit. S. Girvi. 5». D'esso corpouscia tanto odore, che ivi parea chefossono tutte l’ odorifere spezie delmondo .
$. X.XXV1T. Fa^e uscire uno , va/eStimolar lo tanto colle parole, eh’ eV in-duca , ancorché contro sua voglia, a fa-,re , e dire, quel■ che tu desideri. Lat. ali*quem ad aliquid.praet.er suum morem autnaturavi faciendum , aut dicendum adigeure. Varch Ercoi 83. Fare uscire uno è »ancoraci*’ ei s’ avesse presupposto dinon favellare , frugarlo, e punzecchiar*lo tanto colle parole , e dargli tanto diqua, e di là, eh’egli favelli, o eh’ eglipaghi alcuna cosa.
(V) Uscire addosso. Nel senso pro-prio V. Addosso . Nel figurato . Cec-=eh. Assiuol. 5. 2. Perchè ella m’ uscicon uno grau rabbuffo addosso, dicen*do eo.
(*■) Uscire da tavola . Levarsi damangiare . Frane. Sacch. nov. 183. Gliparea comprendere , di’ egli era ungran maestro d' intagli, e innanzi cheegli uscisse da tavola., egli il domande*rebbe ec.
(*) Uscire da uno, vale Uscire dal-ia casa , ove altri fu con alcuno . Vit.SS. Pad 2. 251. Una mattina per tem*po uscendo egli da una di quelle meri»txici ec.
(*) Uscir delV orma V. ORMA.
[*3 Uscir dietro ad uno . Venirglidietro uscendo di casa . Lasc. Parent.5.. 2. Chiese il cappotto, per uscircidietro.
(*) Uscir di Mendicume . V. Mendi*cume .
(*) Uscire di uno , vale Finir diparlare di uno. Frane. Sacch. Leti.226 Ma usciamo di Papa Urbano ( dicui avea parlato sino a qui ) e vegna=aio ad una parola che mi diceste.
[I.j Variamene Borgh. Arni, Fam.t4- Doveva, sapere , che questo Saeer*dozio non usciva dè’ Pafriej ( cioè ;Non si conferiva se non a Patri*cj )
(*) Per Far di meno. Nota bell' h*so . Lasc. Sibili. 2. 5, Che ti pare eglfdi torre ? [ per t lo pasto J Vesp. Nonsi può uscire di capponi, di statue, dipìppion grossi, e di tordi.
(1,1 Uscir pagatore: vale Pagare lamalleveria, in contrapposto di Entrar
use
mallevadore. Segn. Mann. Giug. il. 1.Si degnò d'entrare mallevadore per teec. finché ec per te medesimo uscisseancor pagatore. E num. 2. Se entran-do mallevadori, sapesser certo di do*ver uscir pagatori, non eutrerebbo=no .
(*) Uscire , dicesi delle vie , che nasscono o sboccano dovechessia . Bocc.g. 9. n. 3. Acciocché tu < possa senzaimpedimento a casa tua ritornare , nonper quella via donde tu venisti, ma perquella che tu vedi_ a sinistra uscir fuoride) bosco n’ andrai.
i*J Uscire : vale Uscire del corpo $.XXX.HI. Cron. Morell. 2S2. Fa di sta*re sobrio [ lubrico ] del corpo , sì chetu esca il dì due volte ii meno .
[*] Per Dipartirsi , Mancate metaf.Lasc. P reni. 2. 3 Hai tu inteso ? Spin.Niente uscifò de’ vostri ccmandimenU .
i*j ^ Per Dileguarsi . Metaf. Lasc.Parent. 4. .3. Se io vi uccello , che u*scir mi possa il gusto della carne arro-sto , e del vin pretto .
[*] Uscire . Assolut. Per seguitare ,Venirne in conseguenza . Fr. Giord.241. 213 Di questa esce, che il fine ela perfezione della fede sta in quattropose . E 249. La legge è cosa che ti fae coslrigne d’ operare virludi, e cosebuone . Che n’ esce di questo ? quantopiù adoperi in opere di virludi .. . lan=to più ec.
[*J Si dice della Latta che finisce. Fr.Giord. 283. Ghe questa luna s’incornineeia, quando di Marzo , e quando d’ A~priìe -, ma in Aprile finisce ed esce .Della luna nuova, si dice Entrare. Ve *di (*)
USCITA, e E5CLTA . Sust. Verbal.L ’ uscire. Latin exitus . Grec. s^ctfoc *Bocc. nov. 41. 30. Acciocché alcunodentro non gli potesse rinchiudere, o aloro l’uscita vietare. Alleg. Che me nefece più agevolmente, che ella potette ,ritrovar 1’ uscita .
(U Per Cadenza , TerminazioneSalo. Awert. 2 1. 16. Del Nome quan*to all’Uscita, cui dico Terminazione.Lui : Terminazione , o diciamole Uscitain O , è molto propria del primo sesso .Salo. Atvert. 1. 3. 1. 6 Non consistesolamente nell’essere quelle consonali*ti, quasi o dure, o infrante , unanella grossezza ancora, o sottigliezzadella vocale , in cui sì fatte sìllabe han*no ia loro uscita
§. I. Per Apertura da uscire . Latin.8stima . Grec. Bocc , g. 3. p. T.
Raccogliendosi ultimamente in una par*te , dalla quale il bel giardino avea V na-scita .
$. U. Per Soccorrenza , e Stempera,*mento di corpo , Cacaiuola . Latin-diarrhjxea . Grec. Stappi* - Cr. L 3. 2,Ne' vecchi fanno gravezza, e corronupono V uscite , e fanno rìcadimeuti d’inafermitadi . e indeboliscono ec. Cron-Morell. 333. Lunedi mattina , sendo es*so alia scuola , gli prese !a febbre , eruppesagli il sangue del naso , e ruppe*,segli lo stomaco , e uscita dì corpo .Butch. 1 20 Guardatevi, gottosi, Di
non mangiar ciriegie iti dì oziachi.Perchè fanno V uscita, e il mal de’ ba-chi . Maini, 3. 18. E dov’ è il vostranaso , e il vostro ingegno ?_ L 0 ve^drebbe ii mio bue, ch’egli ha P u*scita •
$. MI. Per lo Sterco stesso. Latin.stercus Grec. jcgV(?oc . Mil. Al. Poi.ijueite a{o$fie sì oc battana di nacsìi
use
diamanti colia carne insieme , e gìi£wo»mini vanno la mattina al oidio dell’agu*glia, e truovauo coll’uscita loro diquesti diamauli.
$. IV. Per Successo , Esito . Latin.eventus . Grec. diriGxffit . Bocc. nov.83. i. La giovane monaca avea conlieta uscita tratta de’ morsi delle invi*diose compagne .
L V. Per Fine. Latin finis. Grec.tìaos . G. V. 9. ZÌI. Nel detto amia1323. all’ uscita d’ Agesto , e ali’ entrardi Settembre fu un veuto ec. Tes. Br .2. 42. E quello dì si è messo nel mesedi Febbraio 5 di all’ uscita , ed alloraFebbraio ha 29. di. Frane Sacch nov .141. Quasi presso all’uscita del suaolicio gli venne una questione in»nanzi.
L VI. Per Contrario d' Entrata , insignific. di rendita p Spesa . Latin, imopensa. Gruc. <f'*Tuyn . Nov. ant. 24. 2.Lo tesoriere dinanzi da lui sì scrivevaia eccita. Cron. Morell. Ovvero i duedi loro in concordia abbiano a vedereil libro dell’ entrata , e dell’ uscita deldetto Pigolo .
L VII. Mettere a Uscita v . METTE*RE A USCITA .
USCITO. V. A. Sust. Sterco. Latin.ster&us . Grec. xcV^c . Cr. 2. 13. 7. Losterco deli’ asino , o del cavallo ec. s\prende da’ villani , perchè questi anima*li lunno I loro usciti secchi.
USCITO . Add. da Uscire . Bocc. nov-77 30. In sull’ ora del primo sonnodi casa chetamente uscita alla torrieellasopra la riva d’aruo se n'andò. Dant-lag 1. Uscito fuor del pelago alia rivaSi volge all’acqua perigliosa , e guata.Saioin pros. Tose 2 137. Ricordandoec. eh’ egli era di casa cavalleresca u*stilo .
§ In forza di Sust vale Sbandito»Fuoruscito , Cacciato dalla città . Lat.exules. Grec. $vyelit$. G. V. 6. 76. 2.Grande sbigottimento ec. fu agli, uscitidi Firenze . .M. V. 9. 61 Ciò. avendogli usciti sentito , se ne ristriusoiio eoaFarinata degli Ubertini. Cron. Morell.303. De’ laro usciti ebbe a se , e quelli,che voilono ubbidire , fece loro qnoredi certi uffici iu Lombardia , tenendoliin parola di buona speranza in rimst*ter li dentro ,. Stor. Pisi. 141. Quasi virimisono ogni uscito .
USCITURA . Uscita , V uscire. Lat.foria. Gr. t* cZiAtù u*zx vygó e ng*. M.Aldabr. Quando questa soluzione awie»ne, deesi guardare da quale umore prò*ceda, e puotesi sapere per lo colaredell’uscitura ( qui nel signific . delIli di Uscita . )
USCIUOLO . Dim. d ’ Uscio Latin, ©astiolum. Grec. Bvgscv. Bocc. nov. 50.11. Parendogli , che di quivi venisse itsuono dello starnuto, aperse un usciuo*la, ii quale v’era . Cr. iQ. 34. 3. Lavolpe, volendo uscire, entra nelU al*veo ec. e così ec. trae seco il fuscello *e p usciuol si chiude, e tornando ad»dietro più fortemente è serrata , e fer«ma . Buon. Fier. 1. 5. 9. Che mi dimo»stra, passato un usciuolo, Uuo sgraziatoincatenato . e stretto .
USIGNUOLO . Uccelletto noto per ladolcezza del suo canto. Lat. luscinia •Grec. tthJWv. Bocc. nov. 4L 7. Udendocantar \> usignuolo , e avendo il luogopiù fresco , molto meglio starei, che-nella vostra camera non fo. Fau. E*sop. Cominciò ia U3Ìgnuola dolcementea cantare. Tesoret. Br Così fa Fusi-