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VO C ABOLAR.IO
DEGLI
ACCADEMICIDELLA CRUSCA.
X XX
Nella nostra lingua non ha luo*
X go , perché ci serviamo in quelcambio di due SS , come Alexan*der ALESSANDRO ; e alle voltedi una S, come Exempinm ESEM**1.0 , benché molte volte sì trovi scrit-to anche ESSEMPLO . Non può dunquealla nostra lingua servire , se non seforse per profferire quc* pochi nomiforestieri, che cominciano da colailettera , come XaNTO , per isfuggiref equivoco della parola Sante , o vera-,mente per iscrivere alcune parole lati*usate da'nostri autori t co/ne EXAB*
ROTTO , EXPR.OP0SIT0 , EXPRO--FESSO.
[L] Salo. Awert. 1 3. 3. 12. Lo xRanno i moderni uomini nel voigar no»stro , come dalla pronunzia , cosi dirit»tamente scacciato dalla scrittura .
$. Questa Lettera serve talora perNota del numero dieci . Cronichett. diAmar. 35. Vespasiano regnò anni 9.mesi x. £ 150. A di x. di Novembreuscirono tutti i Fiorentini di Pisa , salvoquelli, che vi vollono istare a loro ris»cliio. £ 159. A di x. Aprile essendoall’ assedio i Fiorentini, «’ Lucchesi a
Pistoia , s’ arrendè a patti per fame bsalve le persone, e disfecionsi le muratutte . Din. Comp. 1. 2. Pisa è vicinaa Fireuze a miglia XL. ec. Prato versoPistoja a miglia x. Monte Accenicoverso Bologna a miglia x. Borgh. Mon.1S3. E l’origini, ed occasioni, che egliarreca di queste figure, presupposte laprima cosa da lui per lettere, quale èche 1’ v si pigli per cinque ec. e cosiche lo x significhi cliece , per essere ladecima consonante de’ Greci ec.
5 «tu.