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Volume I.
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124
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124 RAGIONAMENTO

prologo, a cui seguono gli altri atti; ed equella prima informazione che si al po-polo di ciò che egli saper dee per ben in-tendere la tragedia tutta. Il che alcuni hannofatto senza niuna arte, facendo uscire in sulprincipio un personaggio il quale espressa-mente parli al popolo, e lo informi. Ilprologo fatto a questo modo pare che siafuori della tragedia. I più lo . fanno più arti-fiziosamente, disponendo la favola per modo,che quelle persone che son le prime a com-parire dinanzi al popolo, entrando nellaffaree ragionando tra loro, vengano con bellamaniera a dir tutto ciò che il popolo deesapere per poter intendere il restante. E que-sto è assai bel modo di fare il prologo ; e iFranzesi l osservano con molta lode, facendoche il prologo sia quasi il primo atto dellatragedia.

Gli atti poi che tutta la tragedia compon-gono, vuole Orazio che sieno appunto cin-que, Io non so però perchè la tragedia do-vesse esser men bella se fosse divisa in treatti soli, o anche in due ; parendo che lafavola possa essere egualmente verisimile emaravigliosa, e piena di affetto, e il costumee lo siile egualmente convenirsi, qualunqueil numero degli atti sia ; sebbene in cosa chepoco rileva vuoisi seguir 1 uso.

Il coro, che noi troviamo nelle tragedie an-tiche , par che fosse una raunanza di personeche avessero un loro capo. Alcuni credonoche il coro stesse perpetuamente in scena allavista del popolo. Comunque sia , il capo dei