secondo. ia3
Ben è vero, che essendo i versi di più,maniere, perciocché altri più si scostano dallaprosa ed altri meno, e quelli certamente piùsi oppongono alla perfetta imitazione che que-sti, potrebbe cercarsi quali di loro siano allatragedia più confacenti ; e par veramente chetutte le nazioni abbiano sempre gradito queiversi che, accostandosi alla prosa, meno of-fendono l’imitazione; et io estimo che tra iversi italiani i più accomodati sieno quelliche chiamansi sciolti, di cui si servirono per
10 più gli antichi ; benché il Trissino gli legacon le rime talvolta per modo che più nonpajono sciolti ; e ben poteva astenersi daquelle rime. Quella maniera di versi che ciè venuta ultimamente di Francia , io la la-scerei a’Franzesi, giacché loro tanto piace jin Italia bisogna ben dire che poco piaccia ,vedendosi che quei che recitano tali versi,si sforzano, quanto possono , di nasconderne
11 suono e le rime.
Avendo noi fin qui detto de gli artifizii dellatragedia, resta che diciamo qualche cosa delleparti di essa ; sebbene come debbano questeesser composte , e come legate tra loro , assaipuò conoscersi per le cose già dette ; nè al-tro quasi a dir rimane, se non quali sienoesse, e che nome abbiano. E già la favola,il costume e lo stile, estendendosi per tuttaquanta la tragedia, più tosto qualità di essadir si dovriano, che parti ; pure chiamansi daalcuni parti di qualità, chiamandosi poi partidi quantità quelle che sono veramente parti.
Tra le parti di quantità la prima si è il