138 RAGIONAMENTO
meglio che della tragedia non feci. Delle qualidue cose io amerei meglio che voi foste statamossa dalla prima ; perchè sebbene conten-tandovi voi di quel poco che io so, vi con-tentereste di quello di che non so contentarmiio , tuttavia mi sarebbe più facile il servirvi.Nè io saprei d’altra parte come sperare diriuscir meglio scrivendo della commedia, odell’ epopeja o della lirica, di quello che sonoriuscito scrivendo della tragedia ; della qualemolti molte cose hanno scritte da cui poterimparare, laddove delle altre pochi hannoscritto , e assai poco ; e quegli stessi che nehanno scritto più de gli altri, non però piùde gli altri ne hanno insegnato. E già dellacommedia alcuni sono i quali credono di averdetto abbastanza, dicendo che, in quanto adessa, si rimettono a quello che è stato dettodella tragedia , valendo nell’ una e nell’ altragli stessi ammaestramenti. Nel che mostraquanto poco avanti procedano e nell’ una enell’ altra : imperocché essendo la commediae la ti’agedia due specie , e per lo fine chehanno e per le persone che imitano * tra lorodifferentissime, pare che non possano conve-nire se non nelle cose generalissime ; laondequelli i quali non altro recano se non precetticomuni ad amendue, niente toccan di quelloche è proprio a ciascuna di loro. Nè io peròdi questo gli riprendo ; che è forse troppodifficile passar con lo studio pivi avanti. Spe-rando io dunque che voi dobbiate esser con-tenta del mio poco sapere, rimettendo adaltro tempo lo scrivervi, se così pur vorrete,