Band 
Volume I.
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129
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TEKZO. x 29

delle altre forme di poesia, lio deliberato diragionarvi ora alquanto della commedia, eproporvi alcuni avvertimenti che altri forsecon nome più autorevole cbiamerebbon re-gole ; io non ardisco tanto : e questi avverti-menti io vi spiegherò quasi con P ordine istessocon cui vi spiegai gli altri intorno alla tra-gedia; il che gioverà ancora per ridur questidi nuovo alla memoria, e paragonando gliuni con gli altri, riconoscere ad un tempoistesso alquante di quelle differenze che pas-sano tra la tragedia e la commedia , le quali,a dir vero, non son poche piccole. Esenza più darò principio a questo modo.

Commèdia , per mio avviso, altro non èse non che una rappresentazione di qualchelieto avvenimento, la qual si fa recitando,et è diretta a ricrear gli animi de gli ascol-tanti , distogliendoli dalle cure serie e mole-ste , e volgendogli a festa et a riso.

Di che subito si vede qual sia il fine dellacommedia , che non è solo di dilettare, ( ilche è fine comune di tutte le poesie ) madi farlo rallegrando gli animi, e non, comefa la tragedia, rattristandogli.

Che se la commedia dee pure indur glianimi a festa e riso , ben anche si vede cheil fatto che in essa si rappresenta, non deeessere così grave e serio che escluda i mottie le beffe ; e che dee versare tra peisone dicondizion mezzana; che troppo si disdirebbea i valorosissimi capitani e a i re grandissimiil motteggiarsi, tra loro e il beffarsi.

E quantunque il dilettar gli animi, indu-Zanotti F. M. Voi . /. 9