Band 
Volume I.
Seite
133
JPEG-Download
 

TERZO. j33*

trae seco lunità del protagonista, cioè diquella persona che si tien per prima e prin-cipale ; il che non so come si seivi nellacommedia, nell* 1 quale bene spesso accadeche uno sia quello intorno a cui si rivolge1 azione, et un altro quello sopra cui cadonole beffe e il riso, tanto che due pajon esserei protagonisti. Vedete nellAndria che tuttalazione si rivolge intorno a Panfilo, le risae le beffe cadono sopra Simone. Non così nei-1 Edipo, dove lazione s aggira intorno aEdipo , e sopra lui stesso cade la compassio-ne. di questo però voglio io che noi cimettiamo pensiero alcuno ; e diremo pure1 azione esser una, sempre che tenda ad unsol fine ; cercheremo gran fatto qual siail protagonista, se due nabbia la com-media o uno solo ; che ciò poco leva.

Quanto poi alla continuità della favola,benché gli accidenti che la compongono ,debban nascere V un dall altro, come sopraabbiam dichiarato , non debbon però succe-dersi luno allaltro con tanta fretta, cosìstringersi tra loro che non lascino luogo adepisodii, che vale a dire a certi accidenti chesi frappongono e non nascono veramente dallecose precedenti, ma pur servono o a condurlazione al suo fine, o ad accrescerne il ridi-colo. Così lintervenimento di Madama Per-nelle nel Tartuf molto mi piace, benché nullaserva a compier lazione ; ma molto ne ac-cresce la giocondità, in grazia della qualevolentier si soffre qualche discontinuità nellafavola. Ben è vero che io non vorrei che gli