Band 
Volume I.
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137
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TERZO. i3^

Posson dunque gli accidenti della favolalegarsi insieme ne due sopraddetti modi, operchè f un accidente trae a se laltro, operchè alcm* caso vi si frappone e gli unisce.Ora se tutti o quasi tutti gli accidenti dellafavola potesser connettersi nel primo modo ,assai mi piacerebbe così nella tragedia , comeancora nella commedia ; perchè panni che lafavola avrebbe così più del verisimile, pro-cedendo quasi da se stessa senza aver tantobisogno della fortuna. io però di questovorrei fare una regola, la qual chi facesse,bisognerebbe poi troppe commedie condan-nare.

Ben è vero che se vuol permettersi apoetidi connettere gli accidenti delle lor favole alsecondo modo, cioè per alcun caso che for-tunatamente sopravvenga, dee ciò permettersipiù tosto acomici che atragici. E la ragionesi è, perchè nelle tragedie si trattano affaripubblici e grandissimi, nequali si sa che gliuomini sogliono porre molto studio , e la-sciano il men luogo che possono alla fortu-na ; laddove nelle commedie si rappresentanoaffari privati e domestici, in cui non è dadomandare quanto vaglia il caso. Una balor-daggine di un servo, una paroletta dunafantesca bastano spesse volte a sconvolgeretutta la famiglia.

Lultimo accidente però, cioè quello chechiude la favola e ne contiene lo scioglimen-to, io vorrei bene che fosse tratto dalle coseantecedenti, e non nascesse così per fortu-na e ciò non meno vorrei nella tragedia che