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Verisimiglianza , fie bene di dire- alcun pocodegli accidenti soprannaturali, i quali, comegià vi dissi che non levano la verisimiglianzadella favola nella tragedia , cosi credo poterdirvi anche nella commedia, valendo in amen-due la stessa ragione. Imperciocché qual po-polo è che non abbia qualche religione, edavendone pur alcuna, non sia disposto a cre-der cose soprannaturali ? E so bene che sonooggidì alcuni ? i quali non avendo credenzani una delle cose di là, vorrebbono che niunapure ne avesse il popolo ; e per distornelo,quanto possono, vogliono che si levi via dallacommedia e da qualunque pubblica rappre-sentazione tutto ciò che saper possa di so-prannaturale ; i quali, oltreché mostran diessere malvagi uomini, sono anche cattivipoeti ; perciocché dee il poeta, in quanto èpoeta, servire all’ opinion del popolo e nonalla sua propria, nè a lui sta di esaminarequali sieno le vere credenze e quai le false.
Io dico dunque che le cose soprannaturalinon debbono escludersi dalla commedia perquesto, che sieno inverisimili, quando purepossan parer verisimili al popolo. Vorrei beneche il poeta se ne valesse rade volte, e ilmen che può; perchè mostra sempre d’esser
f iovero di invenzione colui che per sostenerea favola e condurla a fine, ha bisogno dicercarne i mezzi nell’ altro mondo.
Ed anche voglio, e molto più, che, dovepiaccia al poeta interpor cose soprannaturali,nella commedia , quelle soltanto vi interpongache dan luogo a festa e riso, come sarebbonn