l4° RAGIONAMENTO
le baje che si raccontano de i folletti, o letrasformazioni ridicole operate da negroman-ti ; perchè o fanno rider da se, o danno oc-casione ad altri avvenimenti che fan ridere.Le altre cose soprannaturali che traggon secoF orrore, o non posson rammemorarsi senzagrandissima venerazione, dovrà il poeta perogni conto sfuggirle nella commedia e lasciarlea i tragici.
E certo io non so, se colui che composeil famoso Convitato, intendesse di dare unacommedia; che troppo orrore ne reca quellastatua che a cenar viene con D. Giovanni ; ben-ché il Moliere, trasportando nel francese quellanobile rappresentazione , e facendola quasisua, più tosto che la statua , ha amato , nonso veramente per qual ragione, farvi venirl’ombra; nè egli però avrà inteso, secondoch’io credo, che quella sia una commedia.Nè l’Amfitrion pure, quantunque le bulloneriedi Mercurio e di Sosia possano farla parertale. Ma di vero l’intervento di Giove, cosìgrande Iddio, non molto si confa a una com-media; poiché non credendosi quella divinità,riesce la favola del tutto inverisimile ; e cre-dendosi , tanta è la maestà del soggetto chenon può ridersi con libertà. E quindi è chePlauto stesso, da cui Moliere trasse quellacommedia, fu in dubio qual nome dovesseimporle. Avrebbe amato meglio chiamarla tra-gicommedia, e con ragione. Donde si vedequanto sia antico l’uso di queste rappresen-tazioni che hanno del tragico insieme e delcomico, delle quali abbiamo un esempio in