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Volume I.
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1 86 RAGIONAMENTO

un certo uso che sè introdotto (quanto bene,altri sei veggano ) di compor le commedieallimprovviso, così che i recitanti le com-pongano ad un tempo e le recitino ; perchèrivolgendosi per lo più la favola intorno allevicende de gl innamorati, sta ad essi princi-palmente di ben condurla e conservarne lor-dine; il che facendo, se aprono un largocampo alle astuzie di Brighella, o alle gof-ferie di Arlecchino , mostran destrezza , e piac-ciono non per quello che fanno o dicon essi,ma per quello che fanno fare o dire a glialtri.

Io veggo bene che voi qui vorrete, gen-tilissima signora Marchesa, che io vi spieghipiù apertamente qual sia il sentimento miointorno alle maschere; che così appunto sichiamano quelli che nella commedia usano ivarii linguaggi delle provincie. Entrerò dun-que a tal questione, parendomi pure che vene sia venuto voglia, e cercherò di satisfarvicome io potrò, e per quanto porta il debilgiudicio mio. Io dico dunque che le mascherenon altro essendo che una gioconda imita-zione di varie nazioni, io non saprei con-dannar quelli che lhanno introdotte nellacommedia e che le usano. Imperocché puòcon esse tessersi una bonissima favola concostumi convenienti ; et oltre a ciò, da quellavarietà di linguaggi viene allo stile quellaurbanità che sopra abbiamo detto, e che dif-ficilmente potrebbe conseguirsi in altro modo.Et è proprio della commedia il volgere inridicolo i difetti non solo devarii ordini, maanche delle varie nazioni.