Band 
Volume I.
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196
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ig6 ragionamento

molte belle tragicommedie, in cui notargli, eda cui trarne gli esempi ; ma troppo pochene abbiamo.

Senza entrare in una impresa tanto supe-riore alle mie forze, esporrà solo alcuni pochiavvertimenti, i quali mi piacerebbe che si os-servassero da chiunque prendesse a scriveretragicommedie. E in primo luogo, io nonvoirei che egli si proponesse di movere egual-mente tutti quegli affetti che alla tragicom-media convengono, ma più tosto procacciassedi movere grandemente luno di essi, tem-perandolo poi con laltro ; e par bene che latragicommedia non miri ad altro; benché, adir vero, io amerei che il poeta studiassepiù tosto di temperar 1 orrore grandissimo colriso , che il riso grandissimo con lorroreperciocché 1 orrore è un affetto spiacevole etristo che luomo ama di alleggerire noncosì il riso.

E quindi forse è che noi veggiamo alcunerappresentazioni assai ben composte , nellequali cercandosi sommamente il riso , et es-sendovi però alcuni luoghi onde trar si po-trebbe una compassione grandissima, questiluoghi appena si toccano, par che pon-gasi veruno studio a temperare il riso conquella tristezza ; anzi pare che niun pensieros abbia messo il poeta di movere compassionveruna. NellAm fìtr ione niun conto si tienedellafflizione dAlcmena , e tutta è occupata lafavola dalle buffonerie di Mercurio e di Giove.Nel Castigator di se stesso pochissimo si con-sidera il grave affanno del buon Menedemo .