QUARTO. 223
Gli avvenimenti che nel poema si raccon-tano , sono di due maniere ; perchè alcunigiovano all’ azione, acciocché essa venga alsuo termine, o anche le si oppongono, maessa gli vince e va pure al termiti suo; altripoi niente fanno alle cose che seguono, egiungerebbe 1’ azione al suo termine senza diloro nè più nè meno : quei primi si dice checompongon la favola, e sono parti di essa ;questi altri non compongon la favola , ma laadornano, e chiamatisi episodi. Se Enea nonfaceva quelle tante navigazioni, e non vin-ceva la guerra de’Rutoli. non potea in ultimostabilirsi con le sue genti in Italia , comee’fece; questo dunque essendo il fine della fa-vola, saranno parti di essa quelle navigazionie quella guerra. Al contrario sarebbe Eneanè più nè meno sceso in Italia , quand’ancheDidone non s’avesse data la morte, 0 nonavesse egli celebrato i giochi in Sicilia , o nonfosse disceso a gl’ inferi ; saran questi dunqueepisodi.
Di qui si vede che l’episodio niente fa allecose che dopo esso seguono nella favola ; benpuò egli però nascere dalle cose che nellafavola lo precedono ; e perchè potrebbe anchenon nascere da niuna di esse, per ciò pareche in due maniere possa formarsi l’episodio ;o facendol nascere dalle cose precedenti, etraendolo in certo modo dalla favola stessa,o facendol nascer da se. Ora un episodio ilqual nascesse così da se, e a cui la favolanon desse occasione niuna, per quanto Lelloe vago fosse l’avvenimento che in esso si