236 RAGIONAMENTO
Io ho detto fin qui che alla verisimigliarizadel racconto molto giova il vedersi la con-nessione che han le cagioni con gli effettiloro, e per qual via vi si conducono ; io nonvorrei però che le cagioni, massime ove sienomolte e vadano allo stesso fine ; non vorrei,dico, che fosser tutte cosi ben disposte, econ tanto artificio ordinate e tra lor rispon-dentisi, che dovesse per ciò nascer sospettoche l’avvenimento fosse anzi tìnto che vero:e mi piacerebbe che lasciassero qualche luogoalla fortuna , che le distogliesse talvolta dallor cammino ; perchè così avviene il più dellevolte ne i fitti veri. Così piacerai in un poe-ma, che il viaggiatore dovendo fare lungoviaggio prima di giungere al suo termine,non sempre tenga quella via che s’era avvi-sato di dover tenere ; e similmente mi piacequel capitano che dà bellissimi ordini all’ eser-cito per vincere la battaglia , e poi la vinceper tutt’altro. Se Turno , ucciso Pandoro ,volgeasi ad aprir la porta di quel recinto,per quanto begli ordini avesse lasciato Eneaalle sue genti, era quello per loro V ultimogiorno ; ma Turno non ebbe quell" avvertenza;però la vittoria finalmente fu de" Trojani. Cosìvorrei che fossero gli avvenimenti che il poetafinge, acciocché si assomigliassero a i veri.Di che non so se sia sempre da lodarsi FÀ-riosto, le cui favole sono talvolta così inge-gnosamente tessute che pajon favole. Quelledi Omero e di Virgilio pajono istorie.
Pochi , credo io, domanderanno, se le so-prannaturali cose, e che hanno del miracoloso,