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Volume I.
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235
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QUARTO. 235

e perchè nascano. Voi ne troverete moltis-simi e bellissimi esempi in Omero e in Vir-gilio , e, per venire a nostri, nellAriosto.Non tanti forse nel Tasso . In quellepisodioper altro lodatissimo dOlindo e di Sofronianon può del tutto piacermi che limmaginedella Santissima Vergine, custodita con tantacura nella moschea, fosse poi quindi improv-visamente levata, senza che sappiasi dacui per qual mezzo. Erminia, gran signorae avventuriera, disporsi in un momento dicondur pecore e divenir pastorella ; e per in-dinvela bastano due parole di un villano chebrevemente le dice , se essere stato ortolanodel Re, e conosciute le frodi della corte, es-sersi ridotto tra pastori. La stessa poi com-parisce di nuovo tra larmi, si sa benecome la pastoral vita abbia abbandonata. Gliamori poi, come nascano , quasi non si de-scrive , e par che si accendano di repente ea un guardo solo. Tancredi vede Clorindaesser bella, e riè subito ardentemente inna-moralo. Armida, che è pure strega et ha fa-migliarissima usanza co 3 demonii, non primavede Rinaldo che riè intenerita, e perduta-niente lo ama. NellAriosto non così prestosi accende Angelica. Ila pietà prima del gio-vinetto { vuol guarirlo delle sue ferite ; e men-tre in ciò V ad opra , amor la stringe, senzache ella se ne avvegga. Bidone et Enea siaccendono per simil modo in Virgilio. Mi ilTasso ha tanti altri pregi, che se uno glienemancasse, avrebbe tuttavia di che conten-tarsi.