Band 
Volume I.
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239
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QUARTO. 209

delibera? Ma facendosi ragione che tenutopur fosse quel così grande e così augustoconsiglio, e lo sapesse il poeta, non cloveaquesti certamente nel suo racconto tralasciardi narrarlo. E fin qui sia detto di quella parteche fuori ancor demiracoli hanno spesso leintelligenze superiori nelle avventure de gliuomini.

Quanto poi a miracoli, io dico che essisi accordano molto bene con la verisimi-glianza della favola, sol che il poeta gli sap-pia fingere a luogo e tempo , e come con-viene. Perchè io voglio che il miracolo sifaccia solamente in quelle occasioni, e perquei fini e in quelle maniere in cui credesicomunemente che i miracoli si facciano ; esopra tutto voglio che il miracolo sia operatoda chi abbia virtù e forza e potestà di ope-rarlo ; altrimenti sarebbe la finzione troppolontana dal verisimile. Le navi di Enea tras-formami in Ninfe ; et è Giove che il fa percompiacere alla Dea. Passa Priamo fino allatenda di Achille senza poter esser veduto daniuno ; e ciò fissi per opera di Mercurio.è mai in 'Virgilio in Omero , che lepredizioni dell avvenire per altri si faccianoche per gli oracoli o sacerdoti loro, e peraltre persone o nature che abbiano del di-vino, siccome avea la Sibilla . Però non in-tendo abbastanza il giudieio del poeta fran-cese , il quale volendo che il suo eroe mutarsi debba una volta di religione, e divenirfinalmente Re, fa che tutto gli si predica daun uomo di virtù mezzana, e in tutto il re-sto niente diverso da gli altri uomini.