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troppo, sempre che il fatto seguirà in con-trario , o molto diversamente da quello chele cagioni da principio prometteano, egli saràmaraviglioso, e gioverà grandemente alla bel-lezza della favola.
E questo è quel maraviglioso cui tanto stu-diano, e qui:si sempre, di conseguire i tra-gici e i comici; nè io vorrei però esigerloegualmente da gli epici; perchè dovendo ilpoeta epico raccontare un fatto molto più lun-go , e composto di maggior numero di avve-nimenti che non è quello che nella tragediao nella commedia si rappresenta, diffidi cosasarebbe, e forse non conveniente, che e tuttoil fatto, e ciascuno degli avvenimenti che locompongono, fossero maravigliosi ad un mo-do Egli è bensì vero che l’azion principale,ove sia dal poeta bene immaginata, non po-trà non essere maravigliosa al modo che ab-bia mo detto ; perchè dovendo ella consisterem un’ impresa grande e difficile, condotta afine dall’ eroe con virtù somma , bisogneràche ella riduca l’eroe di tanto in tanto alleestreme angustie , così che paja che tutto ilcontrario avvenir debba di ciò che egli vuo-le , e che poi segue. Senza queste terribilivicende non potrebbe la favola essere assaibella. Le sciagure di Ulisse sono da spaven-tare e far cader d’animo chi che sia, fuoriche Ulisse . Poco minori son quelle di Enea.E , per venire a’ nostri et a’ moderni, havoluto anch’egli il Tasso metter talvolta Gof-fredo a mal termine; F autor dell’Enriade èstato più indulgente verso il suo eroe, e nonba voluto dargli tante noje,