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quarto. 2 55
è su’l partire et ella pensa di uccidersi, temonon oltrepassi la virtù; nè so intendere comeegli niente . sentisse quivi di quel travaglioamoroso che mostrò poi di sentir tanto nellaselva de’ mirti. Che Achille poi non altro cheper virtù fosse fiero contro Ettore , assai perquesto si dimostra, che avendol morto, neconcedè il corpo al padre, perchè egli ilseppellisse nobilmente, nè per altro ne ricevèil prezzo che per offerirlo all’ombra di Pa-troclo ; e feccsi egli stesso mallevadore cheniun Greco si moverebbe contro a’ Trojani
f >er lo spazio di tutti que’giorni che a fare esequie di Ettore grandi e magnifiche ab-bisognassero. Tanto valse nel cuor dell’eroela mansuetudine e la pietà anche in mezzoalla fierezza.
Non potrà dunque l’eroe, per le cose finqui dette, esser sempre oggetto d’amore ; nèso se possa mai essere di compassione, perquanto grandi sieno le fatiche e i travagli, ei pericoli e le angustie a cui ritrovisi ; im-perocché noi non sogliamo avere gran com-passione di quelli, che portando le loro av-versità con intrepidezza d’animo e con coraggio,meno le sentono; e piti tosto ci prende sde-gno verso la fortuna che sia così contrariaalla virtù, che compassione della virtù; peròveggiamo che i tragici, volendo che la com-passione sia rivolta a quello che essi chia-mano protagonista, non vogliono che egli siadi virtù troppo grande, ma mezzana. A tuttoquesto si aggiunge, che per quanto l’eroe cipaja essere nel fondo delle disgrazie, aspettiam