298 RAGIONAMENTO
perchè io voglia dannar coloro che piglianoargomento men nobile e men grave, e si di-lettano di frapporvi leggerezze ; che anzi iocredo, ( e parrai avervelo detto in altro luogo )che purché le leggerezze non traggano nèalla scostumatezza nè alla viltà; credo, dico,che possan farsi bei poemi anche a quel mo-do. E ben vero che non saranno poemi diquel genere che si stima essere il migliore ,cioè dell’ epico ; ma essendo d’ altro genere ,potranno esser degni di somma lode. Chi nonloda sommamente i Fasti d’Ovidio , benchéE argomento tragga quivi il poeta a doverraccontare di tanto in tanto favolette giocosee leggerezze d’ amori ?
Io voglio però che in questi poemi , chenon sono epici, due cose si servino. La primaè, che il poeta non mai pieghi alle bassezze,se non quanto ciò non disdica all’argomentoprincipale che egli ha preso a trattare. 0 sial’Ariosto poeta epico, o non sia, ( che ciòpoco leva , potendo egli essere, come è, poetagrandissimo, benché non epico ) pure non puòdel tutto piacermi , che raccontando cosìgrande e atroce guerra , fermisi così spessoin leggerezze. Che se disdice al poeta epicofermarsi in cose poco degne dell’argomento,perchè non disdirà anche a gli altri ? La se-conda cosa che io voglio che si osservi ne’poe-mi, quantunque non epici, si è, che non maipartansi da quelle regole che si danno aipoema epico; e gli si danno non per questoche egli è epico, ma per altra ragione cheegualmente vale in tutti i poemi; imperocché