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Volume I.
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340
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34 o ragionamento

può permettersi quello che non si permette-rebbe a un componimento più lungo.

Non dico io già per tutto questo che ilsentimento ultimo del sonetto debba esseretrascurato , e qual sarebbe , se venisse a caso ;imperocché sarà bene che paja senza studio ,ma non che sia. Piacerammi, se egli consi-sterà in alcun detto grave e nobile, o pre-senterà qualche bella immagine alla mente,o sarà ( ciò che io più che altro vorrei )affettuoso. Non vi dispiaccia che io ve nerechi alcuni esempi, non già scelti, demigliori, ma quelli che mi occorrono allamemoria. Grave q nobile si è il sentimentocon cui termina il Casa quel suo sonetto :

Questa vita mortai che in una o in due,

ove, rivolto al sommo Iddio, passa allultimoterzetto così :

E tutto quel che in terra e in del riluce,Di tenebre era chiuso, e tu V,apristi;

E il giorno e il sol de le tue man sono opre.

E termina similmente con gravità quellaltrosonetto che incomincia :

Sperando, Amor , da te salute invano,e finisce con quella terzina :

Ben sento io le che indietro mi richiami;Ma quel Signor, eli io lodo e riverisco,Ornai vuol che lui solo e me stesso ami.

Belle immagini presenta all animo il Bembonell ultima terzina di quel sonetto che egli