342 RAGIONAMENTO
gli ultimi due versi del quale sono :
Che ’nnanzi al dì de V ultima partitaUom beato chiamar non si conviene.
E quell’ altro che incomincia :
Ben sapev io che naturai consiglio ,
il qual finisce in que’ due versi :
Per darmi a diveder che al suo destinoMal chi contrastale mal chi si nasconde.
Quanto è poi soave quella immaginetta concui termina il sonetto :
Amor et io sì pien di meraviglia f
il qual cliiudesi con questa terzina :
Qual dolcezza è ne la stagione acerbaVederla ir sola co’ pensier suo J nsiemeTessendo un cerchio a foro terso e crespo?
Spesse volte ancora ne’ sonetti del Petrarca si vede' regnar nel fine non altro che unadolce espression d’affetto, come in quel so-netto :
Aura, che t quelle chiome bionde e crespe;
dove mostrando il Petrarca partirsi dalla suaLaura, et andar contro un fiumicello cheverso lei correa, finisce con quella dolce ter-zina : ^
Aer felice col bel vivo raggio
Bimanti; e tu corrente e chiaro gorgo,Che non poss’ io cangiar teco viaggio ?