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Volume I.
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401
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orazioni, che ora escono per opera mia, nonse doluto punto della seconda ; e sono altresìpersuasissimo che f autor pure della secondasi doterà della terza. E se pur sarà alcunoil qual, leggendole, se ne offènda et abbia vo-glia di dolersene, ( essendo così grande almondo il numero di questi dogliosi ) io loprego di aspettare almeno che sene dolganoprima eglino stessi. Io credo bene ancora diavvisarvi che fautore della prima orazione,come sappiamo per una sua lettera scritta adun dottissimo Prelato, non intese per niunmodo di stringersi in essa alle regole del par-lar fiorentino; anzi volle valersi di quella li-bertà e franchezza cui già si propose il conteBaldassar Castiglione ; il quale servendosi nondalti'o che della sua propria ragione e delsuo giudicio, (in che tutta la libertà consi-ste ) scrisse nientedimeno il suo Cortegianoeccellentissimamente. La cui bellezza e dignità,diceva V autore in quella lettera, se io nonavrò conseguita, non sarà già perchè io misia servito di quella libertà di cui si servìegli, ma perchè non avrò avuto quegli orna-menti e quelle grazie che ebbe egli. Senza che,soggiungeva, come potremo tornire questa ora-zione e limarla alla fiorentina, avendo io qui,dove sono, pochissimi libri, e tanta stanchezzadanimo? Come poi fautore della prima ora-zione ha creduto di potere, quanto alla lin-gua, seguir più tosto il giudicio e la ragionsua, che lautorità altrui, così pare che lostesso abbiano voluto fare anche gli autoridell altre due. Il che è stato cagione che molti,Zanotti F. M. Voi. /. 2$