ORAZIONE II.
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da diesi
IN CAMPIDOGLIO
Il dì 26 maggio i^ 5 o
In cui si impugnilo la proposizione della prima orazione,e le ragioni per essa addotte.
I
o non vorrei, o Romani, parervi troppoanimoso , nè poco affezionato verso le bellearti, e molto meno verso l’eloquentissimoOratore che jeri da questo luogo medesimocon amplissima et ornatissima orazione lecommendò, se io dicessi intorno a questaorazione medesima alquanto liberamente ilparer mio. £ v’assicuro e vi giuro, che seio temessi di dover incorrere presso voi inalcuna di queste suspizioni, io troncherei giàda ora il mio dire, e fatto fine sul bel prin-cipio del ragionare, da questo onoratissimoluogo mi scenderei. Ma quale è di voi chenon sappia, quanto io sia sempre stato finoda’ miei primi anni inclinato all’ arte della pit-tura , e quanta vaghezza io abbia sempre avutodella scoltura, e della architettura altresì, eZa no Tri F. M. Voi. I. 27