418 ORAZIONE
quante volte io le abbia con le parole eco’versi miei celebrate / E crediatemi che lemagnifiche laudi di cui furono jeri da quelvostro oratore con tanto studio adornate,quand’ anche lusserò vane e insussistenti, edel tutto false, pur non potrebbono dispia-cermi , se io credessi che le belle arti neavesser bisogno ; ma abbondando esse di tantelaudi manifestissime e verissime, e avendonegrandissima copia, non dovrà dispiacervi cheio ne levi via alcune che son più tosto ap-parenti che vere, le quali congiungendosi conle altre, le potrebbono far parer false tutte.Nè credo io già che l’ingegnoso Oratore po-trà dolersi di me, se mostrando io, tuttique’ suoi argomenti esser falsi, tanto maggior-mente apparirà l’ingegno suo che gli ha sa-puto spacciar per veri. Di fatti io sono per-suasissimo ch’egli non ha già voluto, o PittoriScultori ed Architetti , celebrare le arti vo-stre, ma solamente far prova di quanto eglipotesse con l’eloquenza ; e facendo vista dilodar voi, non altro ha inteso che acquistarlode a se medesimo. Il che se non fosse,non avrebbe egli mai cominciato il suo ra-gionamento da una proposizione così stranae maravigliosa, e tanto manifestamente falsa,siccom’ è quella , che niuna arte, niuna scien-za , niuna disciplina, facoltà niuna debba an-teporsi alla pittura, alla scoltura, alla archi-tettura. Qual pittore, qual scultore, qualearchitetto è stato mai così presontuoso, cheabbia avuto l’ardimento di assumer tanto?Anzi qual di voi, eccellentissimi Pittori , che