44° ORAZIONE
appunto che alla bellezza e non all’utilitàsono rivolte, debba poi largamente estendersiintorno all’utilità loro, e amplificare un luogoche nulla appartiene al proponimento suo ?Quale oratore fu mai così poco accorto e cosìpoco intendente dell’ arte sua , che ciò facesse?
Ma veguiamo a quello che è punto prin-cipalissimo, e intorno a che volgesi tutta lacausa. Aveva il lodatore delle belle arti di-mostrato esser queste da anteporsi a tutte lealtre discipline ; perciocché esse consideranogli oggetti loro come belli, laddove le altregli considerano come utili; et è cosa certa-mente più nobile e più gentile cercar le co-se, e studiarle et amarle inquanto son belle,che non inquanto son utili ; perciocché chiama le cose belle inquanto son belle , fa onoreal merito loro, nel che adopera grandezzad’animo ; chi ama le cose inquanto sono uti-li, non altro cerca che provvedere a se stes-so , il che fanno gl’interessati. E certo questoargomento quanto più si considererà, tantopiù si troverà essere di grandissima forza.Ora che oppone egli a tale argomento 1’ o-scuro e sconosciuto Avversario? Prima volgein dubbio, se le cose belle siano da pregiarsipiù che le utili; conciossiacosaché queste siamino per gratitudine, e quelle, come eglidice, per cortesia ; et estima essere la grati-tudine molto più necessaria della cortesia,essendo degno di maggior biasimo un ingratoche uno scortese. E sia pur così. Per questoappunto è men nobile la gratitudine dellacortesia, perchè essendo più necessaria, si