TERZA. 44*
richiede anche agli uomini volgari e dì mez-zana virtù; laddove la cortesia , come quellache è men necessaria, e solo dei più per-fetti ; e ben si direbbe , che chi è cortese,molto più sarà grato ; ma non così si direb-be, chi è grato, sarà ancor cortese. Che sevolessimo andar dietro alla ragione dell’Av-versario , e stimar le cose più o meno , se-condo che più o meno son necessarie, ciindurremmo per poco a stimar più il calzo-lajo che l’oratore. Ma chi è che misuri lastima delle cose dalla necessità che ne haegli, e non più tosto dal merito che hannoesse ; e non reputi assai più gentile colui cheama un oggetto perchè è hello, che colui ilqual lo ama perchè gli è utile ? Ma, aggiungel’Avversario, tutte le cose , eziandio le utili,sono belle ; e come noi sarebbono, prove-nendo tutte da un principio bellissimo, cheè Dio , da cui trar non possono se non beltà?Dunque tutte le arti e tutte le scienze ver-sano intorno a cose belle nè più nè meno,come la pittura, la scollura, l’architettura;ne v’ ha altra differenza, se non che questearti cercano cose che sieno sol tanto belle ;le altre facoltà cercano cose che , essendobelle, sieno ancora utili. Bella ragione in ve-rità! E perchè non potrebbe similmente dir-si, tutte le cose, eziandio le belle, essereutili? perciocché qual ne fece mai la naturache fosse inutile? e così tutte le arti rivol-gersi necessariamente a cose utili, e la pit-tura, la scoltura, 1’ architettura rivolgersi sin-golarmente a quelle che, essendo utili, sono