528 LETTERE
io credo che questa tuia sola risposta bastar■vi possa. Ma che ? Del nostro Ghedini noinulla ? Io certamente vi scrissi, già è grantempo, eh 1 egli era in Roma , venutovi da Ca-dice per Civita Vecchia sano e salvo, la Dio mercè } dopo la qual lettera non credei chealtro v’abbisognasse per cominciare a scrivervir uno all’ altro. Ma come la mia lettera deeesser perduta, così quelle di Ghedini saranno.Sappiate dunque eh’ egli è in Roma , e che iogli scrissi sabbato scorso di voi e della vostralettera. Della cortesia del sig. Volpi che ab-bia voluto darvi una copia della sua orazioneper mandarlami, non mi meraviglio niente ;siccome niente mi meravigliai della sua elo-quenza quando lessi dapprima la sua orazione:sicché e lo ringrazierete per parte mia contesi conviene, ed anco seco vi rallegreretej cosìperò che subito che ne abbiate occasione, mimandiate l’orazion detta, acciocché io la possatenere come un testimonio della bontà nonmeno vostra che del sig. Volpi verso di me.Parmi di aver risposto alla vostra lettera. Lafesta del Corpus Domini , che celebra oggi lamia contrada , m’ impedisce di scrivervi piùlungamente ; ma non mi può già impedire cheio non vi faccia un presente tale quale perme si può , cioè di un sonetto squallido edisadorno e poco simile alla nostra festa. Maqual siasi, voi vel vedrete. State sano. Bolo-gna , 16 giugno 17x6.