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Volume I.
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537
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LETTERE 537

ed oltreché ora le occupazioni mie, ora qual-che picciol male o della testa o dei denti, equasi sempre una straordinaria stanchezza cheper pochissimo chio studii, Così mi prendeche non mi liscia di potere scrivere a elii-chessia, mi hanno fin ad ora impedito di fareverso di voi quello che io desiderava più chealtra cosa, voglie dire di scrivervi ) questoancora , per dirvi 5. vero, ne è stato cagione,che io ho avuto felinissima speranza che voidi questa mia colpa mi avreste facilmente periscusato. E intanto questa speranza mi ha preso,che io non ho dubitato mandarvi con questamia una elegietta che ho indirizzata col titoloal sig. Volpi, indirizzandola a voi insieme eda lui con lanimo. Comunque ella mi sia ve-nuta fatta, ( che io non so quello che mi debbapromettere , massimamente dopo una così lungaintermission di comporre e in questa cosìgran debolezza di capo ) io spero però chemi sarò venuto fatto di dimostrarvi in qual-che parte il mio animo ; il quale animo vor-rei poter dimostrare a tutto il mondo, sicchétutti gli uomini avessero una volta a lodarmidi avervi lodato. Che se il sig. Volpi sèpurdeterminato di dar fuori una scelta di poesielatine, e dinserirvene alcuna delle mie, a voista ed a lui di correggere questa che io vimando, e farla tale che il sig. Volpi ab-bia a pentirsi di avella posta nella sua scelta voi abbiate a vergognarvi di avere avutoun lodator tale quale io sono. Questo è quantoposso scrivervi intorno alla mia elegia-, laquale se vi piacerà ora mostrare al sig. Volpi,