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Volume I.
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547
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EE'TTER.E 547.

Io lia trattenuto più tosto perseguitandolo cheahi tracciandolo. Ma pazienza. Noi che abbiamoappreso dai libri qualche cosa di più degli al-tri uomini , queste cose le portiamo ancorapiù leggermente. Le lettere vostre, che egli midiede , le renderò a lui, si perche sono sue , perchè egli ha mostrato così piacergli. Lal-tra parte della vostra lettera piena di confortoe di consiglio mè così dolce stata, che io latengo per uno di quei rirnedj che ella stessami prescrive. Che nel vero leggendola io midimentico della mie tante e così gravi malin-conie. Scrivetemi dunque, se mi amate, quantopiu spesso potete, e proccurate di star sano.,Bologna , 12 novembre 1720.

53 . Al medesimo a Padova .

Io non so che dirmi. Prima la licenza, opiù tosto l 1 ordine che voi mi deste di nonrispondervi se non molto tardi; le mie occu-pazioni appresso, e fra le altre il dover com-porre una dissertazion fìsica per la Accademiapubblica da dover recitarsi alla presenza de 1 Mae-strali ; poscia il desiderio chio ebbi di man-darla vi , il qual non poteva, doveva esserdisgiunto da quello di rassettarla prima e ri-durla a miglior forma ; finalmente le orridis-sime et oltre ogni credere spaventose malin-conie che mi hanno preso con delle straordinariedebolezze di capo che mi tolgono tutte le ap-plicazioni della mente, eziandio le più brevie le più piccole ; tutte insomma queste cose,venutemiFuna dietro laltra, mi sono andate