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Volume I.
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555
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LETTERE 555

qui di dar fuori una Raccoltina di lettere,vi si pensa ora, e spererei che questa Rac-colta e gli Atti dellAccademia si vedesserouscire ad un tempo. Perchè vi prego, giacchéavete aspettato con tanta bontà varj anni, diaspettare ancora varj mesi. State sano, et amateme quanto io voi. Bologna , 9 luglio 1726.

56. Al medesimo , a Padova .

Il signor Avvocato Lippi Lucchese, uomocortese, civile, onesto quantaltri mai fosse,ed oltre a ciò, dotto fuor dogni credere eversato nella scienza delle leggi che egli pro-fessa , e così giusto estimatore nelle belle let-tere e in altre maniere di studj come se eglile professasse, viene costà. Io non vi direidi egli fosse tale quale vi ho detto, se eglinon estimasse ed apprezzasse voi infinitamente,e non considerasse il vostro alto ingegno ela persona vostra come un raro tesoro dellanostra Italia , e per conseguente non desi-derasse oltremodo di conoscervi. Io vorreipertanto con questa mia lettera aprirgli lastrada a voi ; tanto più, che essendo egli dicosì grande e singolare e raro merito, avreiqualche timore che egli non se laprisse dase medesimo senza lopera mia, o non glifosse aperta da alcuno altro prima che da me.Voglio dunque che voi F abbiate per intro-dottovi da me , essendo egli mio padronegrandissimo , e padrone ed amico confidentedi mio fratello: e voglio che le finezze e cor-tesie che gli farete per lo merito suo, possa