LETTERE
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7 3 . Alla medesima a Bologna .
Aveva inteso dal P. Abate Trombelli de’vo-stri incomodi 5 ma non tanto. Quanto me nespiace e vi compatisco! Convien ch’io vi dicaquello che altri dicono a me, e vi dia quelconsiglio di cui spesse volte avrei io più bi-sogno che verun altro : che bisogna fortificarl’animo e non abbandonarsi ; che la malin-conia è un male ella stessa gravissimo, e rendegli altri mali più gravi. Vi solleverà il pen-sare a Dio ; fatelo dunque. Io dappoiché viscrissi ultimamente, sto meglio. Ma questomeglio quanto durerà esso ? Dell’Algarotti speroche non sia vero nulla di ciò che si dice.Recapiterete la qui acclusa al sig. Manfredi ;e riterretevi il Nevvtonianismo a disposizionedel P. Abate. Cercate di vincere la tristezza,giacché avete vinto il dolore ; e sperate distar bene per l’avvenire, se state bene alpresente, come spero. A tutti i nostri, millesaluti. State sana. Russo, i agosto 17 38 .
L’altra sera giunsi qua sano. La mattinanon potei venire a casa, che ebbi varie fac-cende e impegni, e non mi sentiva ritoltofranco della persona da potere granfatto al-lontanarmi. Ora sto bene. Desidero che voifacciatelo stesso, e tutti di nostra casa. Vor-rei che diceste a Giampietro che io non po-tei vedere D. Ercole. Se egli vuole o stima