LETTERE 5g3
avesse significato della Nevvtoniana , di cuipero non aveva bisogno il sig. Dionigiuo peradornar la sua lettera. Pure mi è stato gratoil sapere da lei ciò che qui sapevam già d’al-tra parte ; cioè che io debba domane rivedereuna virtù che fu già mia conquistatrice. Laprego riverir tanto e poi tanto il P. Marianiche scrive come le Muse, e il P. Sanseverinoche pare una Musa egli stesso. Dopo due Ge-suiti non lasci di riverire altresì il sig. Mar-chesino Marsili 5 e veda se mai può tra i sa-luti che a lui verranno dalle belle fanciulle ,inserire anche quelli di un brutto uomo com’iosono. Al suo signor Padre e al signor Contede’ Bianchi mille saluti : alla signora Contessade 1 Bianchi, quantunque non professi Filosofia ,altri mille. Essa sarà per me assai Nevvtonia-na, se saprà conservarmi la pregiatissima suagrazia ; la qual io stimo più che tutta l’Astro-nomia. Lei poi senza fine ringrazio ; ed ab-bracciandola fin di qua, mi dico. Russo , 18 1 lo-glio 1738.
Poco oggi avrebbe fatto la virtù stessa-che già la vertigine mi avea conquistato permodo, che io non potea essere più preda d’al-trui , non che dì questa Signora che è venutain luogo della virtù, ma senza quadrati e senzatriangoli e senza Newton, che pai’eva la virtùen desabillè. Io la ringrazio bene delle su£burle gentili. La prego salutar molto il P. San-geverino e il P. Mariani, se gli vede, e h*
Zanotti F. M. Vol. /. 33