5ga lettere
ora in niente del sig. N. N*j00n so com’eglisi stia con lor Signori, se ha deposta ognisospicione , e se viene • se ella o la signoraPenelina possono presso lui quanto debbono.Egli mi scrisse uno de’ passati giorni una let-tera breve , seria, cerimoniosa, cortese : onde
10 gli sono obbligato ; ma non mi parrà diessergli obbligato del tutto, se egli non fapace con lei e con coteste Damine, contra lequali non può aver guerra, se già non volesseaver guerra con la bellezza e con la grazia.
11 sig. Beccari non so quanto spesso venga incasa, dappoiché le feste del ballo vi sono in-trodotte, et lian cominciato ad essere più fre-quenti di lui : pur se viene, la prego racco-mandarmegli j anche al sig. D. Francesco , seè costì, e al signor D. Giovanni. M’ accoi'god’averle scritta più lunga lettera che non con-veniva ; ma m’ è piaciuto di star con lei al-quanto, e mi son lusingato che i nostri affettidi testa lascieran leggere a lei quello che ame han lasciato scrivere. Io gliel’ auguro ; etaspettando o sue novelle, o piuttosto lei stessaa Russo, con pieno affetto e rispetto mi dico.S. Lazzaro , 14 ottobre 1738.
87. Al signor Marchese, Dionigi Rattaa Bologna .
Oltremodo cara mi è stata la sua lettera ,sì pei’chè mi ha i - ecato novelle di dei, sì per-chè mi ha dimostrato la diligenza e 1’ amorsuo , sì pei’chè è bella. Per queste ragionil’avrei letta volentieri, quand’anche nulla mi