LETTERE
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Non prima di martedì sera ebbi la genti-lissima di lei lettera, assai bene scritta5 laquale mi piacque infinitamente anche per que-sto: che quand’anche le novelle riferite inessa fossero di poco Conto ( che non sono ,appartenendo a lei e da lei venendo ) , nonsarebbe tuttavia di poco conto la maniera,con cui sono scritte. Se ella ritrarrà dal viag-gio F uso dello scrivere, il che suol farsiviaggiando più che in altro tempo, non avrà,viaggiato indarno. Desidero bene che a que-sto frutto F altro ancora si aggiunga, che èil piacere di veder nuove città e conoscerenuovi costumi. E sebbene cotesti paesi sonadi luogo poco lontani da noi, non lo sonperò forse così poco di studi e d’opinioni, edi costumanze e di leggi. Nè sarà inutile ,. esarà anche giocondo il considerare come gliuomini son tanto varj al dispetto della ra-gione che è una sola. Dal P. Gonfalonieri, chevidi jeri mattina, ebbi novelle di lei chemolto mi piacquero. Il suo sig. Padre e lasua signora Madre, a’quali dissi quel tantoche ella m 1 impose, stanno bene : lo stessofanno gli altri tutti; de’quali non le scrivopiù oltre , sì perchè so che le verrà scrittoda altri, sì perchè parmi di avere scritto tuttoscrivendo questo. Della città io so pochissimecose ; e quelle che so, non che d’essere scrit-te , non meritano pure d’ esser sapute ; se giànon volessimo scrivere che le commedie son