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Volume I.
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598
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5g8 LETTERE

cominciate e si stimano belle; che i fuochidi gioja che si fecero per lo Papa, si ten-nero da tutti per cattivi ; che qui fa un freddocome se fossimo in cima allApennino. Ma alei non piacerà che io le scriva queste bagat-telle. Le piaccia però che io me le offra tutto ,ed alla sua buona grazia mi raccomandi. Bo-logna , ii ottobre 174Ó.

q3. Al medesimo a Pisa .

La sua de 1 16 ottobre scritta in Livorno ini è stata oltremodo cara, essendomi pia-ciuto di sentir novelle di lei e da lei. Godode suoi viaggi , che la van conducendo d unoin altro più bel luogo ; ma non vorrei chele teatrali vedute dell 1 Arno , che i grandie mostruosi pesci le facessero dimenticare oamar meno Bologna . Se le piace di veder be-stie grandi, qui ne sono anche molte ; edoltre a queste, v ha dei poeti e dei filosofiche si distinguon non poco. Alcune ne vannoa Roma ; ma ne rimangono tuttavia ancormolte. Qui il freddo è grandissimo, che mimuove il desiderio di coteste arie dolci diPisa . Vi sono anche delle commedie che nonmi muovono desiderio ni uno. Questa mattinaè stato qui a pranzo il sig. Dottor Zannoni,che m ha imposto di riverirla. Il suo signorPadre pure la saluta, e le dice che non lescrive ; che assai lettere delle sue troverà aPistoja , dove le ha tutte inviate, e dove speroio pure che ne troverà delle mie. Ma quandosarà ella de'nostri? La scuola comincia a gridar