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Volume I.
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LETTERE'

95. Al medesimo in Villa .

La febbre che mi ha preso questi pas-sati, e dalla quale appena oggi comincio arimettermi, mi avrà fatto parer negligentecosì a lei come al signor Benedettino ed alsig. Gregoriino, ai quali debbo tre lettere.Questa non è stata lultima la minoredelle noje che la febbre mi ha dato. Allaqual febbre tuttavia perdonerei tutto il resto,se mi permettesse ora di trattenermi lunga-mente con loro, scrivendo particolarmente aciascuno. Ma se ella non mi permette tanto,non potrà impedire però che io con questalettera sola non ringrazii lei e loro della me-moria che di me tengono nelle delizie delloro esiglio , e che non venga a rallegrare ilsig. Benedettino con la dolce speranza delritorno alla patria, il qual si crede che fiatra non molto; e che finalmente non rendainfinite grazie al sig. Gregoriino, il cui so-netto mi fa piacere ì 1 esiglio in cui 1 ha fatto.I due quadernari par che gareggino coi ter-zetti; ma son essi più belli, e gli vincon dimoltissimo. In somma pajono due Spagnuoliche gareggino di gentilezza con due Tedeschi .Ma già il piacere di ragionar con lei e conloro mi avea fatto dimenticare della mia con-valescenza. Prima che io me ne dimentichiunaltra volta, pongo fine ; e lei e loro ab-braccio fin di qua. Bologna , 3 aprile