LETTE?»
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96. Al sig. Petronio Francesco Rampionesiin Filici
Il tempo e i venti e le pioggie e le pro-celle e tutto il cielo m ì aveva spaventato ;la sua lettera mi fa coraggio, cosicché ardiscoa dispetto della stagione venire a ricevere lesue grazie, purché il tempo che volea spa-ventar me, non ispaventi lo sterzo e i ca-valli. Debbo molto al sig. Canònico Violi chem’ ha proccurato tanta ventura. A lei non sorendere grazie che bastino 5 ma parleremocoram. Ella però avverta che ha invitato acotesta bella villa un uomo nutrito e cre-sciuto di malinconia, tedioso agli altri ed ase stesso. Ne avvisi per bene la sua signoraMadre e il suo sig. Fratello, acciocché avvi-sati prima abbiano poi a tediarsi meno. Liriverisca senza fine a mio nome. Stia sana ,e mi voglia bene come fa. Bologna .
9^, Al medesimo in Filla.
Ho ricevuto la giocondissima vostra lette-ra nella quale tutto mi ha ricreato, fuorchéi complimenti e le lodi; delle quali tuttaviavi ringrazio, ma pregovi far sì che io nonvi abbia a ringraziar più di questo. Vorreiben poter ringraziarvi della vostra venuta as. Lazzaro, se potesse sperarsi tanto: maquest’ anno il Porretto Ira fatto una grandeoffesa a Russo, la quale io non so come gliperdonerà. Se cssq però farà star ben voi &