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Volume I.
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602
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602 LETTERE

il Fratei vostro e il vostro signor Padre e lacortesissima signora Madre, insomma voi tutti,comincierà a piacermi F offesa che ei ha fatto.Fate duncpie per via di lettere che io intendadi voi altri spesso. Così mi parrà anche diessere men lontano da voi, e sarò un pocopiù disposto a depor F ira vei'so cotestovostro Porretto. State sano. Russo, 14 lu-glio 1739.

98. Al* 1 medesimo in Villa.

Io vorrei esser caro a me stesso, comeparrai di esser caro a voi ; il quale pensateamiei piaceri ed amiei comodi più perav-ventura che non fo io. Tuttavia se potes-si , comincierei a prendermi un poco piu curadi me, se non per altro, per piacere a voi}e verrei costà a godermi in un ottima ariaunottima compagnia. Ma laver perduto pa-recchi con la febbre, mi ha ristretto iltempo delle occupazioni che mi si porgonodalla vegnente scuola ; le quali, venendo costàper poco tempo , bisognerebbe che io inter-mettessi ; riè per lungo tempo potrei ora ve-nire , essendo obbligato per parola a questisignori che vogliono ogni andare in cam-pagna senza volerlo mai. Io non diffido peròdi potere a qualche giorno, forse questaltromese, sciogliermi dalle mie nojosissime occu-pazioni: il che fatto, non so se io potrò te-nermi di non correre a voi. Alla signora Ro-mana saluti mille e mille; anche al signortriambarista, cui amo infinitamente e stimo*