6o4 LETTERE
guarire i medici, vengo rispondendo al mioAlgarottino : il quale godo fuor di modo chestia ancora costì, e bene e volentieri ; quan-tunque io cominci di prender ira con cotestopaese, il quale ( se ben intendo i primi versidella vostra) non vi lascia giugnere le mie.Come sta ciò? che io vi ho risposto sempree senza indugio. Ma se la Francia per questomi spiace, ella mi piace tuttavia moltissimo ,perchè piace a voi : e questa ragione mi ba-sterebbe senza i Fontenelli e i Maupertuis ;de’ quali 1’ ultimo piacemi che vi paja un uomodi tutti i paesi, come Àsinio Pollione parvead un grande oratore del suo tempo homoomnium horarum. Se voi prendete un’urba-nità da me , et io ne prendo una da un an-tico : e così seguitando a fare , io ci gua-dagnerò j che dagli antichi potrò tor molto }voi poco o nulla da me 5 se già non vo-lete rinnovare quella maniera di urbanità chenon fa ridere , e che Domi zio Marso conob-be , Quintiliano non conobbe. Ma che è que-sto ? che a poco a poco noi entreremmo neimisterj della Rettorica . Voi mi avete condottocon la vostra lettera quasi nella Morale, e inquella parte della Poetica che riguarda la sa-tira. Così pare che noi ci andiamo facendodelle vicendevoli visite nelle scienze, e cheil mondo intelligibile sia divenuto il nostropasseggio. Ma se voi per ventura tornastemai in quel mondo che gli uomini chiamalireale , et è per lo meno così apparente comeil nostro, vorrei che vi ricordaste del nostroDottor Monti, il qual vive impaziente del che