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Volume I.
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605
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LETTERE 6o5'

si sia fatto del sig. Celsio, e se questi abbiarecalo o sia pur per recare in Inghilterracerte erudizioni eh es gli mandò non so sealcuna foglia o qualche mosca dItalia . Se vene sovviene , scrivetemene. Ma sovvengaviperò sempre di scrivermi e come state voi eche mi amate. Addio, Algarottino mio, addioaddio. Bologna , 17 aprile 1735.

101. Al medesimo a Londra .

La vostra dolcissima lettera scritta in Lon-dra al mese di giugno, oltre allaver consu-mato assai tempo nel venir di colà, ha do-vuto ancora aspettar me parecchie settimanequi in Bologna , per la negligenza di quelliche la mi doveano inviare in campagna,dove io era. Questa aspettazione lunga nonha fatto altro cjie rendermela via più dolcee più cara, aggiungendp al piacere che si hanel conseguire le cose desiderate, quello chenasce dallaverle desiderate per tanto tempo.Di che molto meno dovete voi dolervi, Al-garottino mio, di non avermi scritto per cosìlungo intervallo, avendo pienissimamente conquest ultima vostra riparato a una cessazione,la qual mi piace però che voi riguardiate comeun errore : e lasciandovi in questa supposizio-ne , desidero che per linnanzi vi emendiate,non già per soddisfare a quella creanza chevoi dite doversi apparare in Francia o in In-ghilterra, ma a quellamore che apparaste giàin Italia . Se il sig. Mortimer vi ha fatto cor-tesie, ha fitto quello che far debbono tutti