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Volume I.
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615
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LETTERE gl 5

della salute non solamente mi turbano essendoin me , ma anche essendo negli amici , cheio amo quanto me stesso , e stimo più di mestesso ; e lei tanto piu stimar debbo ed amare,quanto ella ha maggior forza danimo chenon ho io : di che mi rallegro ; ma desiderotuttavia eh ella non abbia gran fatto occa-sione di esercitare tanta virtù. Però la pregodi aversi cura e conservarsi con diligenza;che conservando se stessa, conserverà un granbene; e se io non le pajo troppo ardito, edella avrà comodo , la prego anche a darmenepiù spesse nuove. Se queste mi scriverà, leperdonerò che non mi scriva quelle del Re ;le quali però mi sarebbero state gratissimese avesser potuto essermi scritte da lei senzasuo incomodo. Perchè chi ha detto a lei cheio non abbia più degli Spagnuoli quell altastima che io ebbi sempre ? E qual altra na-zione è più valorosa e più gentile e più pienadi religione , di onore e di fede, che questa ?La quale se io dicessi essere similissima allanostra non saprei a qual delle due facessipiù onore. Questo dico anche con un pocodira, acciocché se ella potea scrivermi dellererie feste, si penta di non averlo fatto. Allagentilissima signora Marchesa Ratta ho recatosuoi saluti; allornatissimo signor Rampionesigli recherò come il vedrò. Quella le rendeinfinite grazie e la risaluta. Ella mi racco-mandi al sig. Martini, in qualunque contradadi Napoli o in qualunque parte della Filosofiaegli alberghi ; anche a Monsignor Reverendis-simo, se fa mestieri: ma faccia mestieri o non