6l6 LETTERE
faccia, alla signora Principessa certamente.Stia sana, e mi ami come fa. Bologna , a ago-sto i
iog. Al sig. Marchese Benedetto Rattaa Lione .
Dopo la sua carissima lettera che ebbi daLivorno , altro più non abbiam sentito di lei.Spero che il mare le sarà stato non menocortese di quel che le fosse la terra, nonostante il combattimento terribile delle dueflotte, di cui ella avrà forse incontrato gliavanzi nel viaggio. Da questa parte i Tede-schi sono molto più forti degli Spaglinoli: tut-tavia non par loro di essere mai forti abba-stanza } così fanno venire ogni giorno nuovirinforzi che servono a indebolir noi. Stiamoin aspettazione dei romori dell’ Inghilterra.Ma quanto a me, non sono in aspettazioneche di lei, sig. Benedettino carissimo. Unalettera sua che mi dica: io son sano e viamo , mi recherà la miglior novella del mon-do. Desidero che ella non già sfugga i com-pagni viziosi ( che è impossibile negli esercitie tra l’armi dov’ ella è ), ma si congiunga so-lamente coi buoni e valorosi e simili a lei.Il giuoco è un divertimento da uom leggiero,nè altro che i piccioli spiriti possono tratte-nervisi per lungo tempo. Ella fa bene di ab-bonarlo. Io ho avuto a questi dì la febbre.Tutti i suoi stanno bene. D. Arcangelo lasaluta, e prega ogni dì il Signore per lei ;e tanto le vuol bene che par quasi che gareggimeco. Stia sano. Bologna , 22 marzo 1^44-