6ao lettere
favore bastasse che io il vi chiedessi, e nonaltro, chiedendovelo io con tutto il caloreche posso, potreste voi farmelo, e liberarvoi e me dalla noja di scrivere altre letteresopra questo. Se il Frasne non è per abusarsidella patente, ( nel qual caso nè io la doman-derei, nè vorrei che l’avesse) a me giova cheegli non la meriti, acciocché essa sia tuttaconceduta alla preghiera mia; la quale par-rebbe che tanto meno avesse di forza, quantopiù merito si ricercasse nell’ uomo. Oltre diche, io voglio che aspettiamo tanto dalla be-nignità e gentilezza del sig. Conte Coi’nelio,che poco più altro si ricerchi ; alla quale cre-derei di far torto, se altro le presentassi fuor-ché la preghiera. Pure se voi crederete checosì gentil cavaliere voglia coprire la sua cor-tesia col merito di quei che lo pregano, eparer egli meno gentile, facendo parer glialtri più meritevoli, io cercherò i meriti dcl-l’uomo e ve gli scriverò , benché non pos-sano mai esser tanti che il rendan degno dellagrazia di un tanto signore. Al quale mi rac-comanderete senza line, e diretegli che siricordi di me come se io fossi una proposi-zione di Euclide : e sebbene io non sono cosìbello, nè così importante, io però l’amo; ciòche le proposizioni far non possono , se giàla Geometria non s’è aneli’essa innamoratadi lui: il che se è, io sarò un gran rivaledi questa scienza. Se voi entrate mai nei la-birinti delle equazioni algebraiche , vi trove-rete forse il sig. D. Pietro. Salutatelo tantoe poi tanto a mio nome. Salutate ancor quella