LETTERE
alleviarle a qualche modo ; fate uso di me , nèpermettete che la mia amicizia vi sia inutile.F> ingrazio vi della lettera messa alla posta edei saluti del sig. Mozzi, a cui scrivendogli,ne renderete altrettanti e più a mio nome.Vi manderò la mia dissertazione, come l’avròricopiata, perchè è così male scritta , che inmolti luoghi nè io pure l 1 intendo, e più tostoche ricopiarla mi converrà rifarla. Ma giàniente mi fa fretta ; se non fosse il desiderioche voi ne mostrate, di cui pelò la disserta-zione non è degna. Io pensava di venire incittà per un giorno e poi tornarmene , e neavea qualche impulso. Ma i caldi che qui so-no, mi fanno temer quelli che son costi; ioa questi giorni ho avuto qualche lieve verti-gine; e venendo così, come aveva pensato,temerei di patire. Potrete dir queste cose aquanti vi domanderanno di me, se alcuno vene domanderà. Ma certo, vedendogli, le di-rete a quelli di casa mia, cui saluterete tantoe poi tanto a mio nome. State sano. ChiesaNuova, 16 agosto 1769.
157. Al medesimo.
Ebbi, è già buon tempo, il vostro foglio,del quale non avrei potuto ringraziarvi tanto,Sc rivendovi subito, quanto posso e debbo fare°. ra e faccio, avendolo più volte letto e con»sulerato ; parendomi in quella lettura d’ aver* ro vato quello ch’io più volea ; e ciò è, che1 Hernianno è assai lontano da quella que-stione che io m’avea proposta nell’animo.