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mio parere ; il che non potrei far con pia-cere, se non facendolo per ordin vostro. Acui per obedire più pienamente, dirovvi an-cora, ch’io temo assai non possa parere adalcuno che il nostro Autore non abbastanzasi sia guardato da quel difetto a cui ( comedice egli ottimamente nel paragrafo xxtv. ( i ) )siamo tutti generalmente portati. Ma questoche è? Il vizio comune, essendo comune, vuolperdonarsi da tutti. In somma il libro mi parelegante , dotto e bello , e farà, secondo me ,molto onore a chi l’ha scritto. Yoi intantovogliatemi bene, come fate, e seguite ad il-lustrare coteste serie de’vostri matematici ;nelle quali il senso interiore non dirà a voicosa che non dica egualmente a tutti gli al-tri 5 ma voi per l’ altezza dell’ ingegno vostrone trarrete quelle conseguenze ehe non tuttio più tosto pochissimi fra tutti trar ne sapreb-bero. State sano. Casa, gli ii marzo 1777-
(1) Ita sumus omnes , mi Serrane : « r ì ua opimopenìtiis in animis nostris insedi t, ita studiose eam in-culcare , contrariamque ita acriter repellere solemus,ut modum soepenumero transeamus ; ìtaque iidem etmagni laudatares sumus, et censor'es severi.