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Volume I.
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SOPRA UN PROBLEMA r 2 3

che è sommamente necessario a i poeti, iquali volendo imitar le passioni e fingerle gra-ziosamente , bisogna che le considerino consomma attenzione e con agio ; ciò che farnon possono se non Con animo riposato. Per-chè dovrebbono questi nostri lirici che vo-gliono far versi damore, amar veramente al-cuna donna per alquante settimane, e poiriposarsi 3 e quindi richiamando all animo lepassate inquietudini, orngrle coi loro versi. poco frutto avrebbono tratto da i loroamori, se amando per poco tempo da vero,appresa avessero larte di fingere. Dico de gliuomini che aspirano all immortalità et allagloria. Direi lo stesso ancor delle donne, sefacessero versi e poetassero-, ma io temo che,anche senza far versi sappiano troppo benequell arte. Nel che se la natura è stata loropiù liberale che agli uomini, e le ha fornitedi così chiaro e sottile ingegno, come veggiamoche ha fatto, ben si vede che dovrebbonoesse più tosto che gli uomini applicar lanimoad ogni maniera di imitazione, e fingendo diamar qualche uomo, giacché lo fanno cosìbene in prosa, studiar di farlo anche in versi ;nel che sarebbono, per quel eh io credo, va-lorose oltremodo et eccellenti. Perciocché ilpoeta, in quanto è poeta, non ha le passionic he esprime , ma le imita ; sa bastante-mente imitarle, se per esprimerle ha bisognodi averle.