722 dissertazione
scegliendo sempre i più atti, et usandogliopportunamente e con bel modo ; il che farnon potrebbe , se avesse 1’ animo da qualchefiera passione, da gelosia, da ira, da invidiagrandemente commosso e turbato.
Perchè però alle poesie belle et ornate ri-chiedesi anche l’imitazione, per ciò ho dettofin da principio, che quantunque non giovi alpoeta, anzi non nuoccia, il sentire in se stessoquelle passioni che vuole esprimere , tuttaviamolto gli gioverà 1’ averle sentite una volta.Perchè se l’uomo non avesse mai sentito pas-sione alcuna, nè mai provato le inquietudinidi esse , gl’impeti, i trasporti, mal potrebbeF intelletto insegnargli quei sentimenti chesono proprii di ciascuna di loro ; imperocchéla ragione, come ne avvisa Aristotile , giudicae pensa delle cose in una maniera, e le pas-sioni in un’ altra. Io credo dunque che giovial poeta l’averle una volta provate per cono-scerle e poter meglio ragionarne, a guisa di uncombattente , il quale , finita la battaglia , euscito del pericolo dell’armi, ne ragionerà as-sai meglio che un altro il quale non mai visi sia ritrovato ; nè egli però ne avrebbe ra-gionato così bene nel tempo del combattimentomedesimo. Soleva dire , secondo che io ho lettoin un libro francese , soleva dire il famosoMaresciallo di Turena una assai leggiadra emolto vara sentenza 5 e ciò è: chè come un uomodi grande ingegno abbia amata una donna perlo spazio di un intiero mese, è oramai tempoohe si riposi. Chiamava gli uomini quel valo-rosissimo capitano, e gl’invitava a un riposo