POESIE
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II
Io veggio , e certo il veggio, Itale Schiere ,Di voi mi mostra interno Dio gran cose :Io veggio Marte ir dietro a le famoseEd onorate vostre alme bandiere.
Oh come egli urta! oh come ei le straniereAste rivolge in fuga , e F orgoglioseInsegne! ecco del Po Fonde spumoseGonfie già van de F ampia strage e altere.
Vedi come il superbo Adige intornoUrta le sponde, e i gran ripari scuoteCol minaccioso insanguinato corno ;
E fra gli elmi e gli scudi e fra le morteSpoglie ricerca , e pur trovar non puoteLa sti’ada onde al gran mar nuova ne porte.
Ili
Che fuor non esci, o Trace, e fuor non guidiTue schiere, se ben Cipro e Creta hai vinto ?Se tu sei già gran tempo a l’arme accinto,A che da lunge or ne minacci e sfidi?Vieni, vieni. Ecco là di Grecia i lidi :
Quelle son le gran torri, onde va cintoIl capo a F immortai chiara Corinto }
Vieni, nel tuo Macone or non ti fidi ?
Dà le tue vele ai venti. Ancor le diede,
E sassel Asia, il temerario Serse ,
Che stancò coi gran legni il vento e i mari.Sì vedrem poi la gloriosa Fede,
Vincitrice tornando ai nostri altari,
Offerir tosto Arabe spoglie e Perse.