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Volume I.
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728
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POESIE

728

II

Io veggio , e certo il veggio, Itale Schiere ,Di voi mi mostra interno Dio gran cose :Io veggio Marte ir dietro a le famoseEd onorate vostre alme bandiere.

Oh come egli urta! oh come ei le straniereAste rivolge in fuga , e F orgoglioseInsegne! ecco del Po Fonde spumoseGonfie già van de F ampia strage e altere.

Vedi come il superbo Adige intornoUrta le sponde, e i gran ripari scuoteCol minaccioso insanguinato corno ;

E fra gli elmi e gli scudi e fra le morteSpoglie ricerca , e pur trovar non puoteLa stiada onde al gran mar nuova ne porte.

Ili

Che fuor non esci, o Trace, e fuor non guidiTue schiere, se ben Cipro e Creta hai vinto ?Se tu sei già gran tempo a larme accinto,A che da lunge or ne minacci e sfidi?Vieni, vieni. Ecco di Grecia i lidi :

Quelle son le gran torri, onde va cintoIl capo a F immortai chiara Corinto }

Vieni, nel tuo Macone or non ti fidi ?

le tue vele ai venti. Ancor le diede,

E sassel Asia, il temerario Serse ,

Che stancò coi gran legni il vento e i mari. vedrem poi la gloriosa Fede,

Vincitrice tornando ai nostri altari,

Offerir tosto Arabe spoglie e Perse.